Abbiamo bisogno di guaritrici guarite
donne che hanno attraversato l’inferno e sono tornate, portando con sé
l’innocenza e la purezza.
Donne che vedono l’anima, l’ascoltano, le infondono vibrazioni d’amore,
parole magiche, dolci canti.
Donne che sanno accarezzare l’anima.
Prendono per mano il bambino, la bambina feriti e li sollevano a guardare l’arcobaleno.
Donne che parlano agli alberi, alle pietre, agli animali, alle montagne,
alle acque, che le ascoltano, le capiscono, le consigliano.
Le aiutano, le sostengono.
Donne che hanno sanato le proprie ferite emozionali, l’abbondono,
le violenze, hanno costruito la propria autostima, imparato ad amarsi, ad amare.
A dire no.
Donne che conoscono le erbe, i fiori, le arti magiche,
e hanno imparato a non vergognarsene.
Donne che quando si muovono sono accompagnate da schiere di Angeli,
e il loro spostarsi è come una danza dell’energia , su diversi piani.
Donne che hanno onorato le proprie radici
trasformandole e portando linfa nuova nell’albero.
Donne che non sono più vittime ma operano delle scelte.
Donne che possono aiutare altre anime a liberarsi,
che possiedono l’arte sacra della cura,
frutto dell’aver compiuto un lungo percorso di guarigione.
Donne che si esprimono attraverso l’essere umili,
perché non hanno più bisogno di essere viste dagli altri.
Hanno preso coscienza di chi sono.
Si sono viste, onorate, benedette.
Donne che sanno chi sono, donne al servizio del mondo.
Valeria Boari
Abbiamo bisogno delle donne, abbiamo bisogno che guariscano e insegnino alle altre donne come si fa, a prendersi cura della propria anima e del corpo che la racchiude. Le donne custodiscono un’antica saggezza, spesso lo dimenticano e si snaturano, si allontanano dalla loro indole selvaggia, per dirla con le parole di Clarissa Pinkola Estes. Ci vogliono addomesticate e nella parte più giovane della nostra vita acconsentiamo ad obbedire alle leggi della società per essere riconosciute, accettate, accettabili. Ma questa obbedienza non fa altro che allontanarci dalla nostra attitudine più vera. Così ci ammaliamo. Nella malattia, nella sofferenza, nell’indifferenza di quel mondo che poco prima ci voleva sottomesse alle sue regole, alcune sollevano il capo. Alcune si risvegliano e infuriate ed affrante per quel lungo sonno durato una vita intera, iniziano a combattere. Una lotta senza armi e senza violenza è quella della donna che vuole guarire se stessa, ma non per questo meno appassionata di quella che infuria in un campo di battaglia.
E’ la lotta per affermare la propria differenza con orgoglio, per vivere secondo la propria missione d’anima, per dire di no al mondo e sì a se stesse, la lotta per essere chi siamo.
Spesso ci si sveglia dal torpore nella seconda parte della nostra vita, quando abbiamo assolto ai compiti cui siamo chiamate, quando finalmente abbiamo accumulato quella saggezza di cuore che ci invita a camminare per la nostra strada, sorde ai lamenti e al brusio del mondo.
Per questo mi sta tanto a cuore il tema della menopausa nella vita di una donna, perché ce lo hanno descritto come la fase calante della vita, il tempo in cui si esaurisce il nostro ruolo creativo e attivo, e diventa ininfluente il contributo che possiamo offrire. E invece è l’epoca gloriosa nella nostra esistenza, quella della libertà di essere noi stesse indifferenti al giudizio, ricche di energia per coltivare finalmente i nostri sogni. Perché non è vero che l’energia cala quando calano gli estrogeni, cala l’energia, invece, perché cala il desiderio di vivere e perchè vivere ci appare privo delle attrattive della giovinezza.
E allora abbiamo bisogno di queste donne qui, coraggiose e forti e capaci di veicolare messaggi grandi per sostenere il percorso di tutte coloro che hanno la volontà di cambiare la loro vita.
Donne guaritrici di se stesse è un richiamo alla sorellanza. Per raggiungere il cambiamento che da sempre desideriamo dobbiamo restare connesse e scambiarci i nostri saperi.
STAY TUNED!!!





